Vitigni autoctoni : il Nebbiolo

nebbiolo
credits: Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani

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  di Alessio Turazza

Il nebbiolo è uno dei vitigni più nobili e antichi del patrimonio ampelografico italiano.
E’ originario del Piemonte e più in particolare dell’area delle Langhe, dove ancora oggi rappresenta la varietà più coltivata. Proprio in questo terroir ha trovato le condizioni per esprimersi su livelli di assoluta eccellenza, tanto da regalare vini come il Barolo e il Barbaresco, tra i più famosi e apprezzati al mondo.
Il nome del vitigno potrebbe derivare dall’epoca di raccolta tardiva, in autunno inoltrato, quando le colline delle Langhe sono già accarezzate dalle prime nebbie, oppure potrebbe nascere dalla presenza dell’abbondante pruina biancastra sulla buccia degli acini.

   Il terroir
Le Langhe sono terre di antica origine marina, generate 15/10 milioni d’anni fa dall’innalzamento del fondale del golfo padano. Ancora oggi i terreni portano il ricordo della loro genesi. Sono composti prevalentemente da arenarie di Diano, formazione di Lequio e marne di Sant’Agata, tutti suoli costituiti in varia percentuale da stratificazioni di sabbie, marne argillo-calcaree e arenarie ricche di frammenti fossili di molluschi e alghe. Terre povere e molto drenanti, perfette per una viticoltura di qualità. 

Langhe
credits: Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani

   Il vitigno e la sua diffusione
Il nebbiolo è un’uva esigente e difficile da coltivare, ama le esposizioni soleggiate, ma con un clima continentale fresco e ventilato. Ha bisogno di un’alternanza di stagioni ben definite e di notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, che favoriscano lo sviluppo aromatico delle uve. Inoltre, la sua maturazione tardiva, che prevede la vendemmia verso la fine di ottobre, richiede autunni secchi, poco piovosi e con scarsa umidità. Queste particolari esigenze hanno reso molto difficile esportare la coltivazione del nebbiolo in altre regioni italiane o paesi del mondo. La sua produzione resta ancora oggi confinata quasi esclusivamente nella terra d’origine.

Oltre che nelle Langhe, troviamo il nebbiolo in alto Piemonte, in particolare a Ghemme, Gattinara, Boca, Bramaterra, Sizzano, Fara, Lessona, Carema e a Donnas e Arnad-Montjovet, all’inizio della Valle d’Aosta. E’ inoltre coltivato nell’area alpina lombarda della Valtellina, con il nome di chiavennasca e nella piccola enclave di Luras in Sardegna, dove è stato portato dai piemontesi nel corso della dominazione ottocentesca dell’isola. Questo suo carattere orgogliosamente territoriale, ne esalta i tratti di tipicità, legandolo indissolubilmente alla tradizione e alla storia delle terre d’origine.

Si conoscono diversi cloni di nebbiolo: lampia, michet e rosé. Il primo è il più diffuso, il michet è in realtà solo una mutazione virale del precedente, mentre il rosé è ormai quasi completamente abbandonato.
La pianta produce grappoli di medie dimensioni, con acini compatti dalla buccia violacea, sottile ma resistente.

   I vini da nebbiolo
Il nebbiolo non possiede molte sostanze coloranti e i suoi vini sono piuttosto trasparenti, sulle tonalità del rosso rubino con riflessi granato. Il profilo olfattivo è di grande finezza ed eleganza con profumi di violetta, rose, fiori secchi, piccoli frutti a bacca rossa, ciliegia, spezie e note delicatamente balsamiche. Il corpo è strutturato, austero con fitta trama tannica, aromi complessi, profondi e piacevole freschezza. Il finale è lungo e persistente. E’ un vino che nelle migliori espressioni possiede una grande capacità d’invecchiamento, con interessanti evoluzioni verso eleganti aromi terziari di liquirizia, funghi, tartufo, tostatura, cuoio e spezie.

   Le denominazioni
Il vitigno nebbiolo è presente in purezza o in percentuali predominanti, in molte denominazioni: Barolo Docg, Barbaresco Docg, Gattinara Docg, Ghemme Docg, Roero Docg, Nebbiolo d’Alba Doc, Boca Doc, Bramaterra Doc, Canavese Doc, Carema Doc, Colline Novaresi Doc, Colline Saluzzesi Doc, Coste della Sesia Doc, Fara Doc, Langhe Nebbiolo Doc, Lessona Doc, Sizzano Doc, Valtellina Superiore Docg, Sforzato di Valtellina Docg, Valle d’Aosta Donnas Doc, Valle d’Aosta Arnad-Montjovet Doc.

 

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