La qualità dei vini cinesi è migliorata? Resoconto dall’8th Asian Wine Competition

di Alessio Fortunato

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Il 19 Marzo si è tenuta, per la seconda volta a Chengdu, l’ottava Asian Wine Competition.
Durante la competizione, ideata dal ‘padre dell’enologia’ il Chairman della China Wine Association e professore della Nwaf University, Li Hua, la giuria composta da produttori, enologi, buyer, consumatori e famosi esperti del settore ha degustato e giudicato, fra rossi, bianchi e distillati, più di 300 vini, provenienti dalle diverse regioni vitivinicole del paese. Ho avuto modo, nei miei anni in Cina, di attendere diverse edizioni della competizione e sono piacevolmente sbalordito nel constatare che sono stati fatti dei grandi passi in avanti a livello qualitativo. Nelle prime edizioni, in media 6 vini su 10 vini presentavano dei difetti, dall’ossidazione a difetti più complessi legati a problemi di vinificazione. Nella scorsa edizione ho assaggiato vini più complessi e raffinati e con molti meno difetti se paragonati al passato. Non è semplice attendere una competizione dove si giudicano quasi per il 90% vini da cabernet sauvignon, ma viaggiando in Cina ho notato che sempre più aziende hanno iniziato a differenziarsi e a vinificare uve diverse. E’ proprio vero: in Cina non solo il mercato del vino cresce a dismisura ma anche la produzione acquisisce sempre più competenze e professionalità.

Alessio Fortunato, opinionista Wine Times sul tema ‘zone vinicole e cantine cinesi’
China wAlessio Fortunatoine market consultant, advisor per importatori-distributori e camere di commercio del vino cinesi, enologo consulente e professore di Wine Business alla NWAF University, Cina. Degustatore ufficiale dei vini
cinesi per la guida internazionale di Gilbert&Gaillard e giudice per diverse competizione enologiche cinesi.

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